13770/88

WyrokETPCz1992-05-12ECLI:CE:ECHR:1992:0512JUD001377088

Analiza orzeczenia

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Zagadnienie prawne
Czy brak zapewnienia pomocy prawnej osobie niepoczytalnej, przymusowo umieszczonej w szpitalu psychiatrycznym, w postępowaniach dotyczących legalności jej detencji, stanowi naruszenie art. 5 ust. 4 Konwencji?
Ratio decidendi
Trybunał uznał, że art. 5 ust. 4 Konwencji wymaga zapewnienia pomocy prawnej osobie niepoczytalnej, przymusowo umieszczonej w szpitalu psychiatrycznym, w postępowaniach dotyczących legalności jej detencji. Podkreślił, że obowiązek ten spoczywa na państwie i nie może być uzależniony od formalnego wniosku osoby cierpiącej na zaburzenia psychiczne, ze względu na znaczenie wolności osobistej oraz ograniczoną zdolność psychiczną takich osób do samodzielnego działania w postępowaniu. Brak takiej pomocy narusza prawo do skutecznej kontroli sądowej legalności pozbawienia wolności.
Stan faktyczny
Skarżący, pan Megyeri, obywatel Węgier mieszkający w Niemczech, został w 1983 r. uznany za niepoczytalnego z powodu schizofrenii i kryzysów psychotycznych po popełnieniu przestępstw. Został przymusowo umieszczony w szpitalu psychiatrycznym na podstawie art. 63 niemieckiego kodeksu karnego. W 1986 r. skarżący wielokrotnie kwestionował swoje internowanie przed sądami krajowymi, jednak nie zapewniono mu pomocy prawnej. Sąd krajowy uznał, że brak formalnego wniosku o adwokata przez skarżącego usprawiedliwia brak takiej pomocy.
Rozstrzygnięcie
Trybunał stwierdza naruszenie art. 5 ust. 4 Konwencji. Trybunał zasądza na rzecz skarżącego zadośćuczynienie za szkodę niemajątkową.

Pełny tekst orzeczenia

© Traduzione eseguita da Eduardo De Cunto   Permission to re-publish this translation has been granted by Diritti Umani in Italia - www.duitbase.it for   the sole purpose of its inclusion in the Court’s database HUDOC.   Megyeri c. Germania   Alla persona non imputabile ricoverata coattivamente in un istituto   psichiatrico in ragione della commissione di atti costituenti reato deve   essere assicurata un’assistenza legale nei procedimenti relativi alla   sospensione, alla prosecuzione o alla cessazione della misura di   detenzione (internamento), pena la violazione dell’art. 5 par. 4 della   Convenzione.   Fatto:   Il 14 marzo 1983 la Corte Regionaledi Colonia accertò la commissione da parte del sig. Megyeri (il ricorrente), cittadino   ungherese residente in Germania dal 1975, di alcune azioni costituenti reato (ingiurie, aggressioni, resistenza ad agenti   di polizia, allontanamento non autorizzato dalla scena di un incidente automobilistico da egli stesso provocato per guida   pericolosa). A causa delle proprie condizioni di salute mentale, il ricorrente fu dichiarato non imputabile, quindi non   punibile con la detenzione in un carcere: Megyeri era affetto da schizofrenia e da crisi di tipo psicotico, disturbi   confermati da numerosi referti medici. In base all’art. 63 del codice penale tedesco, il sig. Megyeri, stimato non   responsabile per le proprie azioni ma comunque pericoloso per la collettività, fu ricoverato coattivamente in un ospedale   psichiatrico. Nel 1986 il ricorrente impugnò più volte, innanzi a più tribunali, il provvedimento di internamento disposto nei   propri confronti. Nel corso dei procedimenti giurisdizionali che ne seguirono il sig. Megyeri non fu assistito da alcun   avvocato; il ricorrente sollevò in giudizio la questione della mancata assistenza legale, ma omise di presentare specifica   e formale richiesta alle Corti perché gli venisse assegnato un difensore. Tale omissione fu considerata dai giudici   tedeschi un motivo sufficiente a escludere che la mancanza di assistenza legale inficiasse la regolarità dei procedimenti:   le richieste di dimissioni dall’ospedale vennero rigettate con la addotta motivazione che le condizioni di salute mentale   del ricorrente fossero ancora critiche. Nel marzo del 1987 il sig. Megyeri fu interdetto e posto sotto tutela su   provvedimento della Corte Distrettuale di Colonia; nel 1989 gli fu accordata la libertà vigilata.   Nel 1986 il sig. Megyeri si rivolse alla Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo lamentando la violazione di numerose   norme della Convenzione (art. 2, art. 3, art. 4, art. 5, art. 6, art. 7, art. 8, art. 9, art. 10, art. 11, art. 12, art. 13, art. 14, art.   17, art. 18, art. 1 prot. 1, art. 2 prot. 1, art. 2 prot. 4).La Commissione, nel 1991, dichiarò il ricorso ammissibile solamente   riguardo all’asserita infrazione dell’art. 5 par.4, in riferimento alla mancanza di assistenza legale nel corso dei   procedimenti circa la legittimità dell’internamento del sig. Megyeri.   Diritto:   Sulla violazione dell’art. 5 par. 4   Prima di procedere alla disamina del caso di specie,la Cortedi Strasburgo passa in rassegna alcuni principi, desumibili   dalla propria giurisprudenza pregressa, riguardanti l’art. 5 par. 4 della Convenzione e ritenuti rilevanti per la presente   controversia. Essi possono essere sintetizzati come segue:   a)   Una persona con disturbi mentali, la quale sia ricoverata coattivamente in un istituto psichiatrico per un lasso di   tempo non predeterminato, a maggior ragione quando la misura di internamento non sia sottoposta a revisione   periodica, ha diritto ad azionare procedimenti finalizzati al controllo di legittimità della detenzione (cfr., ex aliis, X. c.   Regno Unito, ricorso n. 7215/75).   Diritti Umani in Italia   ISSN 2240 – 2861   www.duitbase.it   b)   Simili procedure devono avere carattere giurisdizionale e devono essere corredate di garanzie individuali adeguate   al tipo di restrizione della libertà in questione; l’adeguatezza delle garanzie procedurali va accertata caso per caso a   seconda delle particolari circostanze in cui i procedimenti hanno luogo (cfr. Wassink c. Paesi Bassi, ricorso n. 12535/86).   c)   Le garanzie procedurali, in tali giudizi, non necessariamente devono coincidere con quelle proprie dei processi   civili o penali richiamati dall’art 6 par. 1 della Convenzione; cionondimeno, è essenziale che all’interessato sia assicurato   l’accesso a una Corte e la connessa possibilità di essere ascoltato dai giudici, di persona o attraverso un proprio   rappresentante. Il diritto d’azione va garantito, tramite appositi accorgimenti, anche a coloro i quali soffrano di disturbi   psichici tali da compromettere la capacità di stare autonomamente in giudizio (cfr. Winterwerp c. Paesi Bassi, ricorso n.   6301/73).   d)   Ai fini dell’ottenimento dell’assistenza legale, l’art. 5 par. 4 della Convenzione non pone alcun onere di attivazione   in capo alla persona affetta da disturbi mentali che agisca per la revisione giurisdizionale di una misura restrittiva della   libertà (cfr. Winterwerp c. Paesi Bassi, ricorso n. 6301/73).   Sulla base di tali premesse, la Corte afferma che anche alla persona non imputabile ricoverata coattivamente in un   istituto psichiatrico in ragione della commissione di atti costituenti reato debba essere assicurata un’assistenza legale nei   procedimenti relativi alla sospensione, alla prosecuzione o alla cessazione della misura restrittiva della libertà personale   (salvo casi del tutto eccezionali). Ad imporre tale soluzione sono l’importanza del bene giuridico in questione (la libertà   personale) nonché la natura stessa del disturbo sofferto dalla parte (una diminuita capacità mentale). Venendo al caso di   specie, la Corte è dell’avviso che non sussista alcuna ragione per derogare alle regole di massima enunciate: il diritto del   sig. Megyeri a ricevere un’assistenza legale andava garantito anche nel corso dei procedimenti circa la legittimità del   ricovero forzato. Per tale ragione, i giudici di Strasburgo concludono che vi è stata violazione dell’art. 5. par. 4 della   Convenzione.   Equa soddisfazione:   In base all’art. 41 della Convenzione, la Corte liquida in favore del sig. Megyeri, a titolo di equa soddisfazione per il   danno non patrimoniale sofferto, la somma di 5.000 Marchi tedeschi (a fronte dei 25.000 richiesti). I giudici, nel loro   giudizio equitativo, tengono in considerazione essenzialmente due fattori: la lungaggine delle vicende processuali e la   circostanza che il mancato approntamento di un’assistenza legale abbia comportato, per il ricorrente, un senso di   abbandono da parte delle istituzioni.   Informazioni aggiuntive   Tipo di decisione:Sentenza (Merito ed Equa Soddisfazione)   Emessa da:Camera   Stato convenuto:Germania   Numero ricorso:13770/88   Data:12.05.1992   Articoli:5-4 ; 41   Op. separate:No   Diritti Umani in Italia   ISSN 2240 – 2861   www.duitbase.it

© Rada Europy / Europejski Trybunał Praw Człowieka, źródło: HUDOC (hudoc.echr.coe.int), pozyskano 14.07.2026. · Źródło