26601/02

WyrokETPCz2008-07-03ECLI:CE:ECHR:2008:0703JUD002660102

Analiza orzeczenia

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Zagadnienie prawne
Czy uchylenie wyroku skazującego, które nastąpiło w wyniku ponownej oceny dowodów, a nie odkrycia nowego lub nieznanego faktu, uprawnia do odszkodowania na podstawie art. 3 Protokołu nr 7 do Konwencji?
Ratio decidendi
Trybunał stwierdził, że art. 3 Protokołu nr 7 ma zastosowanie wyłącznie, gdy wyrok skazujący zostaje uchylony z powodu "nowego lub nowo odkrytego faktu", który dowodzi błędu sądowego. W niniejszej sprawie, uchylenie wyroku skarżącego przez sąd krajowy nastąpiło w wyniku ponownej oceny dowodów (listy cenowej), która była znana zarówno sądowi, jak i skarżącemu w momencie pierwotnego procesu. Zatem, nie spełniono warunku "nowego lub nowo odkrytego faktu", co czyni skargę niezgodną ratione materiae z postanowieniami Konwencji.
Stan faktyczny
Skarżący, Sergey Matveyev, został skazany w 1981 roku na dwa lata pozbawienia wolności za produkcję i użycie sfałszowanego znaczka pocztowego, odbywając karę. W 1999 roku jego wyrok został uchylony przez sąd krajowy, który uznał, że znaczek nie był już ważny w momencie zdarzenia i nie mógł być przedmiotem przestępstwa. Skarżący następnie bezskutecznie próbował uzyskać odszkodowanie za szkody niemajątkowe wynikające z niesłusznego pozbawienia wolności, ponieważ sądy krajowe stwierdziły brak podstaw prawnych do takiego odszkodowania w czasie skazania.
Rozstrzygnięcie
Trybunał jednogłośnie decyduje, że nie jest właściwy do rozpatrzenia sprawy merytorycznie.

Pełny tekst orzeczenia

CONSIGLIO D’EUROPA   CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO   PRIMA SEZIONE   CASO MATVEYEV c. RUSSIA   (Ricorso n. 26601/02)   SENTENZA   STRASBURGO   luglio 2008   Questa sentenza diventerà definitiva nei termini indicati all’articolo 44 § 2 della   Convenzione. Può subire modifiche di forma   traduzione non ufficiale dal testo originale a cura dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   Nel ricorso Matveyev c. Russia,   La Corte europea dei diritti dell’Uomo (Prima Sezione), riunita in una   camera composta da:   Christos Rozakis, Presidente,   Nina Vajić,   Anatoly Kovler,   Elisabeth Steiner,   Khanlar Hajiyev,   Dean Spielmann,   Sverre Erik Jebens, giudici,   e Søren Nielsen, Cancelliere di Sezione,   Avendo deliberato in camera di consiglio il 12 giugno 2008,   Rende la seguente sentenza, adottata in tale data :   PROCEDURA   1. Il caso trae origine da un ricorso (n. 26601/02) diretto contro la   Federazione russa presentato il 15 giugno 2002 da un cittadino russo, signor   Sergey Nilovich Matveyev (“il ricorrente”), in virtù dell’articolo 34 della   Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà   fondamentali (“la Convenzione”).   2. Il Governo convenuto era rappresentato dal sig. P. Laptev,   rappresentante della Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti   dell’uomo.   3. Il ricorrente lamenta, in particolare, la violazione del suo diritto al   risarcimento del danno per ingiusta detenzione.   4. Con decisione del 1o febbraio 2007, la Corte ha dichiarato il ricorso   ricevibile.   5. Sia il ricorrente che il Governo hanno depositato ulteriori osservazioni   scritte (articolo 59 § 1). La Camera ha deciso, dopo aver consultato le parti,   che non fosse necessario tenere un’udienza nel merito (articolo 59 § 3 in   fine), e le parti hanno replicato ciascuna per iscritto alle osservazioni della   controparte.   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   IN FATTO   I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO   6. Il ricorrente, sig. Sergey Matveyev, è un cittadino russo nato nel 1949   e residente in Arkhangelsk.   A. La procedura penale contro il ricorrente   7. Nel 1980 il ricorrente e sua moglie, sig.ra Matveyeva, organizzarono   una trasmissione radio a onde corte dalla loro abitazione.   8. Il 1° maggio 1981 la loro trasmissione venne interrotta dalle autorità.   Vennero effettuate una serie di perquisizioni nel loro appartamento.   9. Il 12 maggio 1981 venne intentata una procedura penale nei confronti   del sig. Matveyev.   10. L’11 agosto 1981 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy della   Regione di Arkhangelsk processò il sig. Matveyev per produzione di un   francobollo postale contraffatto e per averlo utilizzato per inviare   corrispondenza personale libera da spese, condannandolo a due anni di   detenzione. Il Tribunale distrettuale riteneva, in particolare:   “ Il Tribunale giudica insostenibile la tesi dell’accusato [sig.] Matveyev secondo cui   il francobollo che prese dalla scuola radio-tecnica … non poteva essere utilizzato per   inviare corrispondenza libera da spese [dato che] non era valido secondo il listino   prezzi n. 125 “Tariffe e servizi postali”, adottato dal Ministero delle Comunicazioni   URSS e il Decreto di Stato del Comitato Prezzi n. 517 del 25 giugno 1980 [in vigore   dal] 1° ottobre 1980 [Прейскурант № 125 «Тарифы и услуги связи»,   утвержденный Министерством связи СССР введенный в действие с 1 октября   г. и Постановление Госкомцен СССР от 25 июля 1980 г. № 517].   Al momento del furto del francobollo postale e del conseguente invio di lettere   tramite [l’utilizzo del] francobollo [il sig.] Matveyev non era a conoscenza dei   documenti sopramenzionati e il suo intento era quello di inviare la propria   corrispondenza [personale] libera da spese, [fatto che] fu ripetutamente dimostrato   dagli …elementi di prova.”   11. Il 25 settembre 1981 la Corte regionale di Arkhangelsk confermò la   sentenza. Il ricorrente scontò la pena e fu licenziato dal suo lavoro presso   un’impresa di Stato.   B. Procedura per l’ottenimento del risarcimento per il danno non   patrimoniale   12. Il 6 ottobre 1999, nel processo di revisione di secondo grado, il   Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk capovolse la condanna del   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   sig. Matveyev per contraffazione di un francobollo, decidendo che la   condanna fosse ingiusta, non essendoci alcuna indicazione che un reato   fosse stato commesso. Il Presidio riteneva:   “ La lettera del Capo [del servizio postale di Arkhangelsk] del 10 luglio 1981   classificato in atti indica chiaramente che il francobollo “da spedirsi libero da spese”   fu usato dalle società postali per la corrispondenza intercorrente tra le associazioni   radiofoniche fino al 1980. [Dopo] l’entrata in vigore il 1° ottobre 1980 del Listino   Prezzi n. 125 “Tariffe e servizi postali”, la corrispondenza libera da spese tra le   trasmissioni radio a onde corte fu autorizzata solo per quanto riguardava le cartoline   postali ricevute …Dunque, il francobollo non era più valido.   Tenendo conto del fatto che … il francobollo [avrebbe potuto non essere usato per   ottenere un profitto illegalmente], la procedura penale deve essere archiviata.”   13. Nel 2001, il sig. Matveyev intentò una procedura al fine di ottenere il   risarcimento per i danni non patrimoniali subiti a causa dell’illegittima   detenzione.   14. Il 20 dicembre 2001, il Tribunale distrettuale di Arkhangelsk   respinse il ricorso sulla base del fatto che all’epoca della condanna non   esistevano disposizioni interne che permettessero di reclamare tali danni.   15. Il 21 gennaio 2002, la Corte regionale di Arkhangelsk confermò la   sentenza d’appello.   16. Ad una data non precisata, il ricorrente intentò un processo di   revisione dato che nuovi elementi di prova erano stati scoperti.   17. Il 24 dicembre 2002, la Corte distrettuale di Lomonosovskiy di   Arkhangelsk respinse il ricorso.   18. Ad una data non precisata il ricorrente intentò un processo di   revisione di secondo grado avverso la sentenza del 20 dicembre 2001 e della   decisione del 24 dicembre 2002.   19. Il 4 e il 17 febbraio 2004 rispettivamente la Corte regionale di   Arkhangelsk respinse le richieste.   C. Procedura per l’ottenimento del risarcimento per danni   patrimoniali   20. In seguito al deposito della decisione del 6 ottobre 1999, il sig.   Matveyev promosse un procedimento per l’ottenimento dei danni   patrimoniali conseguenti all’ingiusta detenzione nell’ambito della procedura   penale.   21. Il 27 settembre 2000 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di   Arkhangelsk accolse il ricorso e riconobbe quale somma per i danni subiti   un importo pari a 531.269,73 rubli russi (RUB) e per le spese una somma   pari a 1.214,98 RUB. A una data non precisata il Presidente della Corte   regionale d’Arkhangelsk presentò un ricorso per la revisione della decisione   in secondo grado.   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   22. Il 7 febbraio 2001, il Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk   annullò la sentenza del 27 settembre 2000 e rimise il caso per un nuovo   esame davanti ad una diversa giurisdizione.   23. Il 7 marzo 2001 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di   Arkhangelsk riqualificò il procedimento come una procedura civile. Il   aprile 2001 la Corte regionale di Arkhangelsk annullò la decisione del   marzo 2001 e riaprì il caso per un nuovo esame.   24. L’11 ottobre 2001, il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di   Arkhangelsk riconobbe al ricorrente un risarcimento danni per una somma   pari a 124.583,57 RUB.   25. Il 23 novembre 2001 la Corte regionale di Arkhangelsk annullò la   sentenza dell’11 ottobre 2001 e rinviò il caso per un nuovo esame.   26. Il 21 gennaio 2002 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di   Arkhangelsk riconobbe al ricorrente danni per una somma pari a   2.225 RUB. I danni, per un ammontare di 393.574,87 vennero corrisposti il   febbraio 2002. Le spese, per un ammontare di 1.481,18, vennero   corrisposte il 28 febbraio 2002.   27. Dopo che i decreti furono emessi, il ricorrente li trasmise   direttamente al debitore, ossia il Tesoro federale del Ministero delle   Finanze.   28. Le sentenze del 7 e 28 febbraio 2002 vennero eseguite il   novembre 2003. La sentenza del 21 gennaio 2002 venne eseguita il   maggio 2004.   II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE   29. Codice civile della federazione russa, Parte I, in vigore dal   1° gennaio 1995   Articolo 151. Risarcimento per danni non patrimoniali   “Se una persona ha subito un danno non patrimoniale (sofferenza fisica o mentale)   come conseguenza di azioni che violano i suoi diritti non patrimoniali personali o altri   benefici non materiali riconosciuti ai cittadini, e anche in altre circostanze previste   dalla legge, il Tribunale può ordinare al responsabile di fornire una compensazione   monetaria per detto danno.”   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   30. Codice civile della Federazione russa, Parte II, in vigore dal   1o marzo 1996   Articolo 1069. Responsabilità per danni causati da organi dello Stato, organi di   autogoverno locali e altri funzionari   “Il danno causato ad una persona fisica o a una persona giuridica a causa di un atto   illecito (omissione) da parte degli organi dello Stato, di autogoverno locale o di altri   funzionari, compreso il danno causato dall’emissione di un atto dello Stato o di un   organo di autogoverno che è contrario alla legge o ogni altro atto legale, sarà soggetto   a compensazione. Il danno sarà compensato a spese, rispettivamente, della Tesoreria   della Federazione russa, della Tesoreria del soggetto della Federazione russa o della   Tesoreria dell’autorità municipale.”   Articolo 1070. Responsabilità per danni causati da atti illeciti compiuti da   organismi investigativi e di indagini preliminari, da procure e tribunali   “1. Il danno causato ad un soggetto a causa di ingiusta condanna, azione penale   illecita, illegittima applicazione quale una misura di restrizione, di custodia cautelare   o di obbligo di dimora (“a written undertaking not to leave a specified place”) e   l’illecita imposizione di una sanzione amministrativa sotto forma di arresto o di lavoro   disciplinare, sarà compensato integralmente a spese della Tesoreria della Federazione   russa e in alcuni casi, stabiliti dalla legge, a carico della Tesoreria del soggetto della   Federazione russa o dell’autorità municipale, indipendentemente dalla colpevolezza   dei funzionari degli organismi di investigazione o delle indagini preliminari, delle   procure o dei tribunali secondo la procedura stabilita dalla legge…”   Articolo 1071. Organismi e persone agenti a nome della tesoreria   nell’assegnazione della compensazione per danni a sue spese   “ Nei casi in cui, conformemente al presente Codice o ad altre leggi, il danno   causato è risarcibile a spese della Tesoreria della Federazione russa, la Tesoreria del   soggetto della Federazione russa o della Tesoreria dell’autorità municipale, le   rispettive agenzie finanziarie agiranno per conto della Tesoreria…”   Articolo 1099. Disposizioni generali   “1. I fondi e l’ammontare della compensazione pagabile a un individuo per danno   non pecuniario sarà determinato dalle disposizioni indicate nel presente Capitolo e   dall’articolo 151 del presente Codice.   2. ...   3. La compensazione per danno non pecuniario sarà corrisposto indipendentemente   da ogni riconoscimento per danno pecuniario.”   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   Articolo 1100. Fondi per la compensazione per danno non pecuniario   “La compensazione per danno non pecuniario sarà corrisposto indipendentemente   dalla colpevolezza del responsabile, quando:   … il danno è causato a una persona a causa di ingiusta condanna, azione penale   illecita, illegittima applicazione quale una misura di restrizione, di custodia cautelare   o di obbligo di dimora (“a written undertaking not to leave a specified place”) e   l’illecita imposizione di una sanzione amministrativa sotto forma di arresto o di lavoro   disciplinare.”   III. DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA PERTINENTI   31. Rapporto esplicativo del Protocollo n. 7 della Convenzione per la   protezione dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali (ETS N.   117)   Articolo 3   “22. Questo articolo prevede che l’indennizzo sarà corrisposto alla vittima di un   errore giudiziario, a certe condizioni.   Innanzitutto, la persona interessata deve essere stata dichiarata colpevole di un reato   con sentenza definitiva e aver scontato una pena a seguito di tale condanna. Secondo   la definizione contenuta nel rapporto esplicativo della Convenzione europea sulla   validità internazionale delle sentenze penali, una decisione è definitiva “se essa è,   secondo l’espressione tradizionale, passata in forza di cosa giudicata. Questo è il caso   quando essa è irrevocabile, vale a dire quando non è più assoggettabile a vie di ricorso   ordinarie o quando le parti hanno esperito queste vie o lasciato passare i termini senza   esercitarle”. Ne risulta che una sentenza pronunciata in contumacia non è considerata   definitiva fino a quando la legge nazionale permette di riaprire la procedura.   Ugualmente, questo articolo non si applica nei casi in cui l’imputazione è archiviata o   quando la persona accusata è assolta, o dal giudice di primo grado, oppure a seguito di   impugnazione, dal giudice di grado superiore. Se, peraltro, in uno degli Stati dove tale   possibilità è prevista, la persona ha ricevuto l’autorizzazione di appellarsi, dopo la   decorrenza del termine ordinario previsto per impugnare e la sua condanna è stata   annullata in appello, questo articolo può applicarsi, su riserva di altre condizioni   previste da questo articolo, e in particolare da quelle menzionate al paragrafo 24 qui   sotto.   23. In secondo luogo, l’articolo si applica unicamente nel caso in cui la condanna di   una persona viene annullata, o la grazia viene concessa, perché, nelle due ipotesi, un   fatto nuovo o non conosciuto dimostra che si è verificato un errore giudiziario – vale a   dire una mancanza grave in un processo che ha pregiudicato gravemente la persona   condannata. Conseguentemente, non è necessario, in virtù di questo articolo,   corrispondere un indennizzo se la condanna è stata annullata o la grazia è stata   concessa per altri motivi. D’altra parte, l’articolo non contiene nessuna disposizione   riguardo al tipo di procedura da seguire per accertare un errore giudiziario. Questa   questione riguarda il diritto interno o la pratica dello Stato interessato. Le parole “o   quando la grazia è concessa” sono state incluse perché, in certi sistemi giudiziari,   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   piuttosto di una procedura giudiziaria che porti alla revisione della condanna, la grazia   può, in certi casi, essere il ricorso appropriato dopo una decisione definitiva.   24. Infine, questo articolo non riconosce alcun diritto all’indennizzo se è dimostrato   che la mancata scoperta in tempo utile del fatto non conosciuto è imputabile, in tutto o   in parte, alla persona condannata.   25. In tutti i casi in cui queste condizioni preliminari sono presenti, l’indennità è   corrisposta “conformemente alla legge o alla prassi in vigore nello Stato interessato”.   Ciò non può essere interpretato nel senso che nessun indennizzo deve essere   corrisposto nel caso in cui la legge o la prassi in vigore non lo preveda. La legge o   questa prassi deve prevedere il versamento di un’indennità in tutti i casi in cui questo   articolo si applica. L’intenzione è che gli Stati siano obbligati a risarcire le persone   unicamente in evidenti casi di errore giudiziario, vale a dire quando è stato   riconosciuto che la persona interessata era chiaramente innocente. Questo articolo non   è stato concepito per riconoscere il diritto alla compensazione laddove tutti i   prerequisiti non sono soddisfatti, per esempio, quando la corte d’appello ha annullato   una condanna perché ha scoperto un fatto che ha fatto nascere un dubbio ragionevole   sulla colpevolezza dell’accusato e di cui il giudice di primo grado non avrebbe tenuto   conto”.   IN DIRITTO   SULLA PRETESA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO   PROTOCOLLO N. 7 ALLA CONVENZIONE   DEL   32. Invocando l’articolo 3 del Protocollo n. 7, il ricorrente si lamenta che   la sua richiesta di risarcimento non patrimoniale per ingiusta detenzione è   stata respinta.   33. L’articolo 3 del Protocollo n. 7 si legge come segue:   “Qualora una condanna penale definitiva sia successivamente annullata o qualora la   grazia sia concessa perché un fatto sopravvenuto o nuove rivelazioni comprovano che   vi è stato un errore giudiziario, la persona che ha scontato una pena in seguito a tale   condanna sarà risarcita, conformemente alla legge o agli usi in vigore nello Stato   interessato, a meno che non sia provato che la mancata rivelazione in tempo utile del   fatto non conosciuto le sia interamente o parzialmente imputabile.”   A. Le argomentazioni delle parti   34. Il ricorrente asserisce che il suo diritto all’indennizzo per ingiusta   detenzione è stato violato. Riguardo all’applicabilità dell’articolo 3 del   Protocollo n. 7, sostiene che all’epoca del suo processo le specifiche   istruzioni postali riguardanti l’utilizzo del francobollo e la ricevuta che lo   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   rimpiazzava non erano nella disponibilità del Tribunale o delle parti.   Sempre secondo il ricorrente la sua condanna era stata finalmente rivista a   causa della scoperta di nuovi elementi di prova. Egli argomenta inoltre che   le conseguenze dell’ingiusta condanna avvenuta nel 1981 erano perdurate   fino all’annullamento avvenuto nel 2001.   Perciò il Tribunale era   competente ratione temporis per esaminare il suo ricorso.   35. Il Governo asserisce che la condanna del ricorrente è stata annullata   dal Presidio del Tribunale regionale di Arkhangelsk il 6 ottobre 1999 sulla   base che il francobollo in questione non poteva essere l’oggetto del reato per   il quale il ricorrente era stato accusato, non essendo più valido e pertanto   non più utilizzabile a tale scopo. Il listino prezzi n. 125 “Prezzi e servizi   postali” era accessibile sia dai Tribunali che dalle parti tanto che fu   menzionato nella sentenza del Tribunale distrettuale. Quindi, la condanna   del ricorrente è stata annullata per l‘erronea valutazione degli elementi di   prova, che non costituisce la presa in considerazione di un fatto nuovo o non   conosciuto. Per di più, la condanna del ricorrente è stata annullata a seguito   del processo di revisione di secondo grado e non per la riapertura della   procedura dovuta alla scoperta di una circostanza nuova. Quindi, la   modifica della condanna del ricorrente, operata dalla decisione del Presidio   della Corte regionale di Arkhangelsk del 6 ottobre 1999, non soddisfa le   condizioni richieste dall’articolo 3 del Protocollo n. 7. Di conseguenza la   disposizione non è applicabile alla richiesta del ricorrente.   36. Il Governo osserva anche che il ricorrente fu condannato nel 1981,   ossia, prima dell’agosto 1988, quando il Protocollo n. 7 entrò in vigore per   la Russia. Anche se il ricorso del ricorrente, relativo al danno non   patrimoniale, venne respinto dopo il 1° agosto 1998, le circostanze su cui si   basa la richiesta si verificarono prima di quella data. Secondo il Governo,   separare le decisioni prese dalle giurisdizioni nazionali dai fatti che diedero   origine a quei procedimenti significa dare effetto retroattivo alla   Convenzione (vedasi Litovchenko c. Russia (dec.), n. 69580/01, 18 aprile   2002), e la Corte perciò non ha giurisdizione ratione temporis per esaminare   il ricorso.   B. Valutazione della Corte   37. Innanzitutto la Corte nota che nella decisione di ricevibilità del   1° febbraio 2007 era stato deciso di analizzare con il merito l’applicabilità   dell’articolo 3 del Protocollo n. 7 e la sua competenza ratione temporis.   38. La Corte per prima cosa determinerà se ha giurisdizione temporale   per esaminare le circostanze relative al ricorso del ricorrente sotto il profilo   dell’articolo 3 del Protocollo n. 7. La Corte osserva che lo scopo di questa   disposizione è quello di riconoscere il diritto di indennizzo alle persone   condannate a causa di un errore giudiziario, laddove tale condanna è stata   annullata dalle giurisdizioni nazionali. Pertanto, l’articolo 3 del Protocollo   Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   n. 7 non si applica prima dell’annullamento della condanna. Nel caso in   esame, poiché la condanna del ricorrente è stata annullata dopo il 1° agosto   1988, data di entrata in vigore del Protocollo n. 7 per la Russia, le   condizioni di giurisdizione ratione temporis sono soddisfatte.   39. La Corte deve anche decidere se nel presente caso le condizioni di   applicabilità dell’articolo 3 del Protocollo n. 7 siano soddisfatte. La Corte   ribadisce che il Rapporto esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo n. 7   prevede:   “[…] l’articolo si applica unicamente al caso in cui la condanna di una persona   viene annullata … perché … un fatto nuovo o non conosciuto dimostra che si è   verificato un errore giudiziario – vale a dire una mancanza grave in un processo che   ha pregiudicato gravemente la persona condannata. Conseguentemente, non è   necessario, in virtù di questo articolo, versare un indennizzo se la condanna è stata   annullata o la grazia è stata concessa per altri motivi. D’altra parte, l’articolo non   contiene nessuna disposizione riguardo al tipo di procedura da seguire per accertare   un errore giudiziario.”   40. Riguardo al presente caso, il ricorrente fu condannato con sentenza   finale del 25 settembre 1981 a due anni di reclusione che scontò. La sua   condanna fu annullata a seguito di un processo di revisione di secondo   grado il 6 ottobre 1999 dal Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk.   Alla luce del presente il rapporto esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo   n. 7, la Corte fa notare che è irrilevante quale procedura fu applicata dalla   giurisdizione interna per l’annullamento della sentenza.   41. La Corte nota inoltre che le parti sono in disaccordo se la condanna   del ricorrente fu annullata per un “fatto nuovo o sopravvenuto”. Il ricorrente   argomenta che il listino prezzi n. 125 “Prezzi e servizi postali” che   costituisce il fondamento per l’annullamento della sua condanna da parte del   Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk il 6 ottobre 1999, non era   disponibile al tempo della sua condanna sia per le parti che per i tribunali. Il   Governo si oppone e sostiene che non solo il listino prezzi era disponibile,   ma che la sentenza dell’11 agosto 1981 del Tribunale distrettuale di   Lomonsovskiy vi ha fatto espressamente riferimento.   42. La Corte osserva che il listino prezzi n. 125 “prezzi e servizi postali”   fu prodotto personalmente dal ricorrente nel procedimento davanti al   Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy. Il ricorrente argomenta di non   aver potuto utilizzare il francobollo postale perché secondo il listino prezzi   era divenuto invalido. Il Tribunale distrettuale respinse le argomentazioni   del ricorrente, avendo riscontrato che all’epoca del procedimento sia il   Tribunale distrettuale che il ricorrente erano a conoscenza del contenuto del   listino prezzi. Ne consegue che all’epoca del processo sia il Tribunale   distrettuale che il ricorrente erano a conoscenza del contenuto del listino   prezzi.     Copyright © 2009 UFTDU   MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA   43. La Corte nota inoltre che il 6 ottobre 1999 il Presidio della Corte   regionale di Arkhangelsk annullò la condanna del ricorrente motivando che,   secondo il listino prezzi, il francobollo postale non era più valido al   momento del fatto e non poteva essere stato usato per ottenere l’illegittimo   profitto. In conseguenza, la condanna non è stata annullata per “un fatto   nuovo o sopravvenuto”, ma per il riesame, da parte del Presidio, degli   elementi di prova utilizzati nel procedimento penale nei confronti del   ricorrente.   44. Sulla base di quanto sopra e in considerazione del rapporto   esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo n. 7, la Corte ritiene che non siano   soddisfatte le condizioni di applicabilità dell’articolo 3 del Protocollo n. 7.   La Corte osserva altresì che il ricorso non solleva questioni attinenti ad   alcuna altra disposizione della Convenzione e dei suoi Protocolli.   45. Ne consegue che la richiesta è incompatibile ratione materiae con le   disposizioni della Convenzione ai sensi dell’articolo 35 § 3.   PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE ALL’UNANIMITÀ   Decide che non è competente ad esaminare nel merito il caso.   Redatta in inglese, e pubblicata per iscritto il 3 luglio 2008, ai sensi   dell’articolo 77 §§ 2 e 3 del Regolamento della Corte.   Søren Nielsen   Cancelliere   Christos Rozakis   Presidente     Copyright © 2009 UFTDU

© Rada Europy / Europejski Trybunał Praw Człowieka, źródło: HUDOC (hudoc.echr.coe.int), pozyskano 13.07.2026. · Źródło