27863/05;28422/05;28028/05

WyrokETPCz2008-04-10ECLI:CE:ECHR:2008:0410JUD002786305

Analiza orzeczenia

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Zagadnienie prawne
Czy nieprzewidywalna zmiana interpretacji prawa wyborczego przez Specjalny Sąd Najwyższy, prowadząca do unieważnienia mandatów parlamentarnych skarżących, naruszyła ich prawo do bycia wybranym i sprawowania mandatu, gwarantowane przez art. 3 Protokołu nr 1 do Konwencji?
Ratio decidendi
Trybunał uznał, że skarżący zostali wybrani zgodnie z obowiązującym prawem wyborczym i jego ugruntowaną interpretacją, która nie uwzględniała głosów pustych przy obliczaniu kwocjentu wyborczego. Nagła i nieprzewidywalna zmiana tej interpretacji przez Specjalny Sąd Najwyższy, która doprowadziła do unieważnienia ich mandatów, naruszyła zasady uzasadnionych oczekiwań i legalności. Trybunał podkreślił, że taka zmiana po wyborach, bez nadrzędnych powodów porządku publicznego, podważa wolę wyrażoną przez wyborców i tworzy nierówne traktowanie posłów, co jest niezgodne z istotą praw gwarantowanych przez art. 3 Protokołu nr 1.
Stan faktyczny
Trzech skarżących zostało wybranych na posłów do parlamentu greckiego w wyborach legislacyjnych w marcu 2004 roku. Ich wybór został zakwestionowany przez inną kandydatkę, Parthenę Fountoukidou, przed Specjalnym Sądem Najwyższym. Główny zarzut dotyczył sposobu liczenia głosów pustych (bianche) przy obliczaniu kwocjentu wyborczego. Specjalny Sąd Najwyższy, w wyroku nr 12/2005, zmienił swoją dotychczasową, ugruntowaną interpretację prawa wyborczego, uznając, że głosy puste powinny być wliczane do kwocjentu wyborczego. W konsekwencji tej nowej interpretacji, mandaty skarżących zostały unieważnione, a Parthena Fountoukidou otrzymała mandat zamiast pierwszego skarżącego, co pociągnęło za sobą utratę mandatów przez pozostałych dwóch skarżących.
Rozstrzygnięcie
Stwierdza naruszenie artykułu 3 Protokołu nr 1. Stwierdza, że samo stwierdzenie naruszenia stanowi wystarczające słuszne zadośćuczynienie za doznaną szkodę moralną. Zasądza od państwa pozwanego na rzecz skarżących kwoty tytułem szkody materialnej i kosztów. Oddala pozostałą część żądania słusznego zadośćuczynienia.

Pełny tekst orzeczenia

CONSIGLIO D’EUROPA   CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO   PRIMA SEZIONE   PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   (Ricorsi nn. 27863/05, 28422/05 e 28028/05)   SENTENZA   STRASBURGO   aprile 2008   Questa sentenza diventerà definitiva alle condizioni stabilite all’articolo 44   § 2 della Convenzione. Può subire dei ritocchi di forma.   traduzione non ufficiale dal testo originale a cura dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   Nel caso Paschalidis, Koutmeridis et Zaharakis c. Grecia,   La Corte europea dei diritti dell’uomo (prima sezione), riunita in una   Camera composta da :   Nina Vajić, presidente,   Christos Rozakis,   Anatoly Kovler,   Elisabeth Steiner,   Khanlar Hajiyevevi   Dean Spielmann,   Giorgio Malinverni, giudici,   e da Søren Nielsen, cancelliere di sezione,   Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 20 marzo 2008,   Rende la seguente sentenza, adottata in tale ultima data :   PROCEDURA   1. Il caso trae origine da tre ricorsi (nn. 27863/05, 28422/05 e 28028/05)   diretti contro la Repubblica ellenica da tre cittadini di questo Stato, MM.   Giorgos Paschalidis, Efstathios Koutmeridis e Konstantinos Zaharakis (« i   ricorrenti »), che hanno adito la Corte rispettivamente il 19, 28 e 29 luglio   in virtù dell'articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei   diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (« la Convenzione »).   2. I primi due ricorrenti sono rappresentati dinanzi alla Corte da N.   Alivizatos e E. Mallios, avvocati del foro di Atene. Il terzo ricorrente è   rappresentato dinanzi alla Corte da K. Chryssogonos, avvocato del foro di   Salonicco. Il Governo greco (« il Governo ») è rappresentato dai delegati   del suo agente, M. S. Spyropoulos, assessore presso il Consiglio giuridico di   Stato e M. Papida e S. Alexandridou, uditrici presso il Consiglio giuridico di   Stato.   3. I ricorrenti sostengono in particolare che la loro decadenza del   mandato parlamentare in virtù della sentenza n. 12/2005 della Corte   suprema speciale ha violato il loro diritto ad essere eletti ed esercitare i loro   mandati, in violazione dell'articolo 3 del Protocollo n. 1.   4. Il 24 ottobre 2006, la camera ha deciso di riunire i ricorsi in virtù   dell’articolo 42 § 1 del regolamento, di dichiararli parzialmente irricevibili e   di comunicare al Governo il ricorso ai sensi dell’articolo 3 del Protocollo n.   1.   5. Con decisione del 20 settembre 2007, la Camera ha dichiarato la parte   restante dei ricorsi ricevibile.   6. Sia i ricorrenti che il Governo hanno depositato delle memorie sul   merito del caso (articolo 59 § 1 del regolamento).   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   FATTO   I. LE CIRCONSTANZE DEL CASO   7. I ricorrenti si candidarono alle elezioni legislative del 7 marzo 2004.   8. Il primo ricorrente si candidò nella lista presentata dal partito   « PASOK », nella circoscrizione di Pella. Egli fu eletto deputato, ottenendo   il secondo seggio attribuito al « PASOK » in tale circoscrizione, in virtù   della decisione n. 19/2004 del tribunale di grande istanza di Edessa. Il   secondo ricorrente si candidò nella lista presentata dal partito « PASOK »,   nella circoscrizione di Serres. Egli fu eletto deputato, ottenendo il terzo   seggio attribuito al « PASOK » in tale circoscrizione, in virtù della   decisione n. 10/2004 del tribunale di grande istanza di Serres. Il terzo   ricorrente si candidò nella lista presentata dal partito « Nea Dimokratia »,   nella seconda circoscrizione di Salonicco. Egli fu eletto deputato, ottenendo   l'ultimo seggio attribuito a « Nea Dimokratia » in tale circoscrizione, in   virtù della decisione n. 5703/2004 del tribunale di grande istanza di   Salonicco.   9. Il 30 marzo 2004, Parthena Fountoukidou, candidata sfortunata alle   stesse elezioni nella lista del partito « Nea Dimokratia », nella circoscrizione   di Pella, presentò un ricorso per l'annullamento dell'elezione del primo   ricorrente dinanzi alla Corte suprema speciale, istanza giudiziaria   competente, secondo gli articoli 58 e 100 della Costituzione, per giudicare   le irregolarità elettorali. Terza in ordine nella lista di « Nea Dimokratia »,   Parthena Fountoukidou era stata proclamata solo supplente, poichè i due   seggi attribuiti a « Nea Dimokratia » nella circoscrizione di Pella erano stati   occupati da altri due candidati.   10. La principale accusa sollevata da Parthena Fountoukidou era che, in   spregio della Costituzione e della legge elettorale in vigore, le schede   bianche della circoscrizione di Pella non erano sate prese in considerazione   per il calcolo del quoziente elettorale (εκλογικό μέτρο), così viziando la   ripartizione dei seggi nella circoscrizione di Pella e nella circoscrizione   maggiore della Macedonia centrale, di cui quella di Pella era una delle otto   componenti. In particolare, secondo lei, se i voti bianchi fossero stati contati   allo stesso titolo dei suffragi espressi in favore dei partiti politici, il   quoziente elettorale di Pella sarebbe stato più elevato, modificando in tal   modo la ripartizione dei seggi nell'insieme della circoscrizione maggiore   della Macedonia centrale. In particolare, riguardo alla circoscrizione di   Pella, un tale cambiamento avrebbe avuto come risultato l'attribuzione di un   solo seggio al partito « PASOK » -al posto di due- e di tre seggi al partito «   Nea Dimokratia » -al posto di due-. Se così fossero andate le cose, Parthena   Fountoukidou sarebbe stata eletta al posto del primo ricorrente.   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   11. L''udienza dinanzi alla Corte suprema speciale ebbe luogo il   dicembre 2004. I tre ricorrenti, le cui elezioni erano direttamente   contestate o indirettamente viziate, intervennero nel procedimento.   12. Il 9 maggio 2005, la Corte suprema speciale rese la sua decisione   definitiva. In un primo tempo, l'alta giurisdizione elettorale affermò che,   secondo gli articoli 98 § 4, 99 § 3 e 100 § 3 della legge elettorale in vigore   (vedi paragrafo 13 più sotto), il quoziente elettorale era calcolato senza tener   conto delle schede bianche. Tuttavia, procedendo ad una nuova   interpretzione della legislazione in causa, l'alta giurisdizione elettorale   esaminò la conformità alla Costituzione degli articoli controversi e, con una   maggioranza di 6 voti contro 5, considerò che erano contrari ai principi   fondamentali della sovranità popolare e dell'uguaglianza dei voti e dunque   incostituzionali. Di conseguenza, le schede bianche dovevano essere tenute   in conto per il calcolo del quoziente elettorale e la ripartizione dei seggi.   13. In applicazione di tale interpretazione della legge elettorale, la Corte   suprema speciale procedette ad una nuova ripartizione dei seggi nella   circoscrizione di Pella. Il quarto seggio della circoscrizione di Pella,   inizialmente atribuito al primo ricorrente, fu così attribuito a Parthena   Fountoukidou. Tale nuova ripartizione ebbe delle ripercussioni   sull'attribuzione dei seggi nell'insieme della circoscrizione maggiore della   Macedonia centrale, all'esito della quale gli altri due ricorrenti furono privati   dei loro seggi (sentenza n. 12/2005).   II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNA RILEVANTE   A. La Costituzione   14. L' articolo 54 § 1 della Costituzione è così formulato :   « Il regime elettorale e le circoscrizioni elettorali sono stabiliti da una legge che si   applica alle elezioni che seguono immediatamente quelle che hanno avuto luogo dopo   la sua adozione, a meno che una disposizione esplicita, adottata con la maggioranza   dei due terzi del numero totale dei deputati, non preveda la sua applicazione   immediata. »   B. La legge elettorale   15. Il decreto presidenziale n. 351/2003, vale a dire la legge elettorale in   vigore all'epoca dei fatti, identificava tre tipi di schede, riprendendo delle   disposizioni antecedenti: (a) le schede valide (έγκυρα), (b) le schede nulle   (άκυρα) e (c) le schede bianche (λευκά). Secondo gli articoli 98 § 4, 99 § 3 e   § 3 di tale legge, solo le schede valide erano prese in considerazione sia   per il calcolo del quoziente elettorale che per l'attribuzione dei seggi.   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   C. La giurisprudenza della Corte suprema speciale   16. Nella sua sentenza n. 34/1999, decidendo su un ricorso introdotto dal   partito « LEFKO » (« BIANCO ») contro la ripartizione dei seggi ai   candidati che si presentavano alle elezioni europee di giugno 1999, la Corte   suprema speciale confermò una giurisprudenza costante, secondo la quale   « è vietato prendere in considerazione le schede bianche e nulle per il   calcolo del quoziente elettorale » (vedi anche Consiglio di Stato, sentenza n.   799/1996).   D. La legge n. 3434/2006   17. L'articolo 1 della legge n. 3434/2006, pubblicata il 7 febbraio 2006,   prevede ora che:   « Durante la redazione delle tabelle dei risultati in ogni circoscrizione elettorale,   così come per la ripartizione dei seggi ed il calcolo del quoziente elettorale, i tribunali   competenti non devono contare le schede bianche tra i voti validi. »   18. Il rapporto esplicativo relativo a tale disposizione precisava che:   « 1. Prima del 2005, le sentenze della Corte suprema speciale, così come quelle del   Consiglio di Stato (in merito alle elezioni municipali) avevano stabilito una   giurisprudenza secondo la quale le schede bianche non erano prese in considerazione   nel conto dei voti validi per il calcolo del quoziente elettorale.   2. Ne seguì la sentenza n. 12/2005 della Corte suprema speciale, secondo la quale,   nel caso di specie, le schede bianche erano state prese in considerazione nel conto   delle schede valide.   3. Nel quadro della nuova legge elettorale (legge n. 3231/2004) ed al fine di   eliminare la piccola imprecisione, una disposizione espressa è inserita prevedendo che   le schede bianche non sono prese in considerazione per il calcolo del quoziente   elettorale (...) »   DIRITTO   I. SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL'ARTICOLO 3 DEL   PROTOCOLLO N. 1   19. I ricorrenti denunciano una violazione dell'articolo 3 del Protocollo   n. 1, nelle cui parti rilevanti è così disposto :   « Le Alte Parti contraenti si impegnano ad organizzare, ad intervalli ragionevoli,   libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione   dell’opinione del popolosulla scelta del corpo legislativo. »   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   A. Argomenti delle parti   1. I ricorrenti   20. I ricorrenti sostegnono che la maniera in cui la sentenza n. 12/2005   della Corte suprema speciale ha interpretato e poi applicato la legge   elettorale costituisce una messa in discussione retroattiva ed arbitraria della   scelta degli elettori. In particolare, essi invocano il fatto che la legislazione   elettorale e la giurisprudenza delle giurisdizioni superiori prevedevano in   maniera chiara che le schede bianche non dovevano essere prese in   considerazione nel conto dei voti validi per il calcolo del quoziente   elettorale. Dunque, il mutamento imprevedibile della giurisprudenza della   Corte suprema speciale, effettuato con la sentenza controversa, costituiva   una modificazione del sistema elettorale ledendo il legittimo affidamento sia   nei riguardi dei candidati che degli elettori. A tale titolo, essi fanno   riferimento alla sentenza Lykourezos c. Grecia (n. 33554/03, CEDH 2006-   VIII).   21. Inoltre, i ricorrenti si oppongono alla tesi secondo la quale la presa in   considerazione delle schede bianche nel conto dei voti validi è imposta dalla   Costituzione e dal principio del carattere obbligatorio del voto. Sollevando   numerose argomentazioni e invocando vari elementi di diritto comparato,   essi ritengono che il calcolo dei voti bianchi tra i voti validi è contrario alla   loro natura, alla loro ratio ed alla loro importanza giuridica e politica.   Secondo i ricorrenti, l'interpretazione della legge elettorale fornita dalla   sentenza n. 12/2005 della Corte suprema speciale è contraria alla   Costituzione. Essi aggiungono che tale lesione è tanto più flagrante che i   voti bianchi non sono stati presi in considerazione per il calcolo del   quoziente elettorale nella circoscrizione maggiore della Macedonia centrale.   2. Il Governo   22. Il Governo fa riferimento alla giurisprudenza degli organi della   Convenzione per ricordare che gi Stati dispongono di un ampio margine per   stabilire, nel loro ordine costituzionale, delle regole relative alle modalità di   scrutinio ed al sistema elettorale. Agli occhi del Governo, la maniera in cui   la sentenza n. 12/2005 della Corte suprema speciale ha applicato ed   interpretato la legge elettorale, era conforme alla Costituzione e godeva di   un margine di apprezzamento incontrollato del quale dispongono i tribunali   nazionali per l'interpretazione e l'applicazione del diritto nazionale e non ha   leso il diritto dei ricorrenti ad essere eletti.   23. In effetti, secondo il Governo, il mutamento giurisprudenziale in   causa era imposto dai principi costituzionali della sovranità popolare e   dell'uguaglianza dei voti, oltre che dal carattere obbligatorio del voto   nell'ordinamento giuridico greco. Tale mutamento non era né straordinario   né arbitrario, considerata la possibilità di cui dispongono i tribunali di   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   rivisitare la loro giurisprudenza ed assicurarne il progresso e lo sviluppo.   Per di più, il Governo sostiene che non si pone alcuna questione di legittimo   affidamento, poichè non rileva da alcun elemento degli atti che il corpo   elettorale abbia adottato il suo comportamento, avendo coscienza del fatto   che le schede bianche non fossero calcolate tra i voti validi.   24. Infine, il Governo sottolinea che le schede bianche si differenziano   dai voti invalidi, poichè il voto bianco è una scelta politica rientrante nel   quadro costituzionale stabilito dalla Costituzione. Di conseguenza, le schede   bianche devono essere prese in considerazione per la formazione del   risultato elettorale ed il calcolo del quoziente elettorale.   B. La valutazione della Corte   1. Principi generali   25. La Corte ricorda che l'articolo 3 del Protocollo n. 1 implica dei diritti   soggettivi, tra i quali i diritti di voto e quello a candidarsi alle elezioni (vedi,   tra gli altri, Mathieu-Mohin e Clerfayt c. Belgio, sentenza del 2 marzo 1987,   serie A n. 113, pp. 22-23, §§ 46-51 ; Hirst c. Regno Unito (n. 2) [GC], n.   74025/01, §§ 56-57, CEDH 2005-IX ; e Ždanoka c. Lettonia [GC], n.   58278/00, § 102, 16 marzo 2006). Inoltre, la Corte ha giudicato che tale   disposizione garantisce il diritto di ogni individuo di candidarsi alle elezioni   e, una volta eletto, di esercitare il suo mandato (Sadak e altri c. Turchia (n.   2), nn. 25144/94, 26149/95 a 26154/95, 27100/95 e 27101/95, § 33, CEDH   2002-IV).   26. I diritti garantiti dall'articolo 3 del Protocollo n. 1 sono cruciali per lo   stabilimento ed il mantenimento delle fondamenta di una vera democrazia   retta dalla preminenza del diritto. Nondimeno, tali diritti non sono assoluti.   Vi è spazio per delle « limitazioni implicite » e gli Stati contraenti devono   vedersi accordare un margine di apprezzamento nella materia. La Corte   riafferma che il margine di apprezzamento in tale campo è ampio (Matthews   c. Regno Unito [GC], n. 24833/94, § 63, CEDH 1999-I ; Labita c. Italia   [GC], n. 26772/95, § 201, CEDH 2000-IV ; Podkolzina c. Lettonia, n.   46726/99, § 33, CEDH 2002-II). Esitono vari modi di organzizzare e di far   funzionare i sistemi elettorali e una moltitudine di differenze in seno   all'Europa, in particolare nell'evoluzione storica, la diversità culturale ed il   pensiero politico, che incombe ad ogni Stato contraente incorporare nella   sua propria visione della democrazia (Hirst c. Regno Unito (n. 2), [GC], n.   74025/01, § 61, CEDH 2005-IX).   27. Tuttavia, appartiene alla Corte statuire in ultima istanza   sull'osservanza delle condizioni stabilite nell'articolo 3 del Protocollo n. 1 ;   bisogna assicurare che le condizioni alle quali sono subordinati i diritti di   voto o a candidarsi alle elezioni non riducano i diritti di cui si tratta al punto   tale da colpirli nella loro sostanza e privarli della loro effettività, che tali   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   condizioni perseguano uno scopo legittimo e che i mezzi impiegati non si   rivelino sproporzionati (Mathieu-Mohin e Clerfayt c. Belgio, cit., § 52).   28. In particolare, nessuna delle condizioni imposte all'occorrenza deve   ostacolare la libera espressione del popolo sulla scelta del corpo legislativo.   Tali condizioni devono riflettere, o non avversare, l'obiettivo di mantenere   l'integrità e l'effettività di una procedura elettorale che mira a determinare la   volontà del popolo per mezzo del suffragio universale (Hirst c. Regno Unito   (n. 2), cit., § 62). Ugualmente, una volta che la scelta del popolo sia stata   liberamente e democraticamente espressa, nessuna ulteriore modificazione   nell'organizzazione del sistema elettorale potrebbe rimettere in causa tale   scelta, salvo che in presenza di motivi imperativi di ordine pubblico   democratico.   2. Applicazione dei principi al caso di specie   29. La Corte sottolinea che essa non è chiamata né ad esaminare in   abstacto in quale misura è opportuno che le schede bianche siano tenute in   conto per il calcolo del quoziente elettorale e la ripartizione dei seggi, né a   decidere se un tale sistema di calcolo è basato sui principi della sovranità   popolare e dell'uguaglianza dei voti. Come già affermato, tale questione   rileva del margine di apprezzamento di cui gli Stati godono in tale campo.   D'altra parte invece, la questione che si pone nel caso di specie è di sapere   se la maniera in cui la sentenza n. 12/2005 della Corte suprema speciale ha   interpretato e poi applicato la legge elettorale era compatibile con la   sostanza stessa del diritto dei ricorrenti ad essere eletti ed esercitare il loro   mandato.   30. A questo titolo la Corte accorda un peso particolare a vari elementi.   In primo luogo, i ricorrenti si sono presentati come candidati e sono stati   eletti conformemente alla legge elettorale in vigore, come essa è interpretata   costantemente dalla Corte suprema speciale e dal Consiglio di Stato e   secondo la quale il quoziente elettorale era calcolato senza tenere conto   delle schede bianche. I ricorrenti si aspettano che questa legislazione si   applichi e che il risultato delle loro elezioni sia deciso sulla base della   stessa. Essi non possono immaginare che la loro elezione potrebbe essere   annullata a seguito di una revisione giurisprudenziale. In effetti, il fatto che   la Corte suprema speciale ha deciso di rivedere la sua giurisprudenza,   consolidata da lungo tempo, e di dichiarare la legislazione pertinente   contraria alla Costituzione era per i ricorrenti imprevedibile.   31. Al riguardo, la Corte attribuisce importanza al fatto che la sentenza   n. 12/2005 della Corte suprema speciale, contrastata dai ricorrenti nel caso   di specie, costituisce l'unica decisione in cui l'Alta giurisdizione elettorale   ha contato le schede bianche tra le schede valide, poichè, in seguito, il   Parlamento greco ha votato una nuova disposizione, l'articolo 1 della legge   n. 3434/2006, con lo scopo di evitare ogni imprecisione che potrebbe   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   generare la sentenza in questione (vedi paragrafo 16 più sopra). Secondo la   nuova disposizione, le schede bianche non devono essere tenute in conto.   32. In seguito, la Corte non potrebbe sorvolare sul fatto che la messa in   discussione di più disposizioni della legge elettorale in occasione di una   elezione già tenuta è di natura tale da alterare la volontà espressa dagli   elettori. In particolare, scegliendo i voti bianchi, una parte degli elettori   della circoscrizione maggiore della Macedonia centrale si augurava di   esprimere una disapprovazione, diretta contro tutte le formazioni politiche.   Dunque, a seguito del mutamento giurisprudenziale, i loro voti bianchi sono   stati interpretati come voti positivi a beneficio di ogni partito politico.   33. A tali condizioni, la Corte ritiene che valutando l'elezione dei   ricorrenti sotto l'angolo della nuova interpretazione della legge elettorale,   senza tener conto del fatto che tale elezione aveva avuto luogo in piena   legalità, la Corte suprema speciale ha leso i principi del legittimo   affidamento e della legalità sia al riguardo dei ricorrenti che degli elettori   (vedi nello steso senso, Lykourezos c. Grecia, cit., §§ 54-57).   34. Inoltre, la Corte nota che la circoscrizione maggiore della Macedonia   centrale era la sola circoscrizione elettorale in cui, all'epoca delle elezioni   legislative in causa, il calcolo del quoziente elettorale è stato operato sulla   base della nuova giurisprudenza della Corte suprema speciale. Agli occhi   della Corte, la sentenza n. 12/2005 della Corte suprema speciale ha creato   due categorie di deputati nel Parlamento greco : coloro che sono stati eletti   senza l'apporto delle schede bianche, e coloro che, a scapito dei tre   ricorrenti, occupavano il loro seggio grazie alla considerazione di tali   schede. Dunque, una tale situazione è poco compatibile con la   giurisprudenza della Corte che consacra « il principio di pari trattamento di   tutti i cittadini nell'esercizio del loro diritto di voto e del loro diritto di   presentarsi ai suffragi » (vedi, Mathieu-Mohin e Clerfayt c. Belgio, cit., §   54).   35. Su tale punto, la Corte constata che il Governo non ha invocato   alcun motivo imperativo di ordine pubblico per l'ordine democratico, che   possa giustificare l'ingerenza nel diritto dei ricorrenti ad essere eletti al   Parlamento e di esercitare il loro mandato. In tali condizioni, la Corte ritiene   che la maniera imprevedibile in cui la sentenza n. 12/2005 della Corte   suprema speciale ha interpretato, poi applicato la legge elettorale ha leso   nella sostanza i diritti garantiti nell'articolo 3 del Protocollo n. 1.   Vi è stata dunque violazione dell'articolo 3 del Protocollo n. 1.   Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   II. SULL'APPLICAZIONE   CONVENZIONE   DELL'ARTICOLO     DELLA   36. Ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione,   « Se la Corte dichiara che vi è stata violazione della Convenzione o dei suoi   protocolli e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette se non in modo   imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del   caso, un’equa soddisfazione alla parte lesa. »   A. Danno   1. Danno materiale   37. I ricorrenti reclamano le indennità parlamentari che avrebbero   percepito se non fossero decaduti dal loro mandato parlametare ed il cui   importo ammonta a 242.241,78 euro (EUR) per ciascuno dei primi due   ricorrenti e a 680.813,90 EUR per il terzo ricorrente. Tali somme si   riferiscono tanto alle indennità parlamentari stricto sensu così come alle   differenti voci versate ai parlamentari nel quadro delle loro funzioni, come   le indennità per la loro partecipazione alle sedute del Parlamento e le   indennità per le spese di comunicazione, di spostamento e di organizzazione   del loro ufficio.   38. Il Governo ammette che in caso di violazione dell'articolo 3 del   Protocollo n. 1, i ricorrenti avranno il loro diritto di domandare, a titolo di   danno materiale, la somma corrispondente alle indennità parlamentari   stricto sensu per il periodo compreso tra giugno 2005 sino al 18 agosto   2007, poichè solo tale somma si trova in rapporto di causalità con la   violazione eventualmente constatata. Il Governo constata che, secondo i   documenti emessi dai servizi delle finanze del Parlamento, tale somma   ammonta a 173.341,70 EUR per ogni ricorrente. Inoltre, il Governo sostiene   che durante il periodo controverso, al primo ed al terzo ricorrente sono   spettate delle pensioni parlamentari le cui somme totali ammontano   rispettivamente a 53.729, 05 EUR e 30 809,65 EUR. Per quanto riguarda il   secondo ricorrente, i suoi redditi in quanto amministratore fiscale   ammontano a 95.043,63 EUR. Con riferimento alla sentenza Lykourezos c.   Grecia (cit., § 64), il Governo invita la Corte a dedurre tali somme da quella   prevista dalle indennità parlamentari stricto sensu.   39. La Corte sottolinea che non è contestato che, se la decadenza del   mandato parlamentare non fosse stata pronunciata nei riguardi dei ricorrenti,   costoro avrebbero percepito, tra la data della misura controversa e la fine   della legislatura per la quale erano stati eletti, la somma indicata dal   Governo a titolo di indennità parlamentari stricto sensu. Tuttavia, la Corte   nota ugualmente che, durante il periodo in questione, il primo ed il terzo   ricorrente si sono visti accordare una pensione parlamentare ed il secondo     Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   ricorrente ha potuto riprendere le sue attività professionali e percepire i   relativi redditi. Considerato ciò che precede, la Corte decide di accordare   119.613 EUR al primo ricorrente, 78.298 EUR al secondo e 142.532 EUR   al terzo.   2. Danno morale   40. Il primo ed il terzo ricorrente reclamano 200.000 EUR ciascuno a   titolo di danno morale. Il secondo ricorrente reclama 100.000 EUR a tale   titolo.   41. Il Governo ritiene che le somme richieste siano eccessive e che la   somma accordata a titolo titolo non potrebbe superare 1.000 EUR.   42. La Corte ritiene che la constatazione della violazione costituisca   un'equa soddisfazione sufficiente per il danno morale subito.   B. Spese e costi   43. I ricorrenti reclamano 10.000 EUR ciascuno a titolo di spese e costi   sostenuti dinanzi alle giurisdizioni interne. Al riguardo, il primo ed il   secondo ricorrente depositano quattro fatture rilasciate dai loro avvocati, per   la somma complessiva di 14.000 EUR. Il terzo ricorrente deposita una   fattura per la somma di 1.000 EUR, rilasciata dall'avvocato che lo   rappreseta dinanzi alla Corte, e due fatture rilasciate da altri due avvocati,   per la somma complessiva di 4.000 EUR.   44. Il Governo afferma che la somma accordata a ciascun ricorrente a   tale titolo non potrebbe oltrepassare 2.000 EUR.   45. Secondo la giurisprudenza costante della Corte, il riconoscimento di   spese e costi sulla base dell'articolo 41 presuppone che siano provati la   realtà, la necessità ed, in più, il carattere ragionevole del loro tasso (Iatridis   c. Grecia (equa soddisfazione) [GC], n. 31107/96, § 54, CEDH 2000-XI).   46. Nel caso di specie, tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei   criteri summenzionati, la Corte giudica ragionevole accordare 5 000 EUR a   ciascuno dei primi due ricorrenti e 2 000 EUR al terzo ricorrente, oltre ad   ogni importo che possa essere da essi dovuto a titolo di imposta.   C. Interessi moratori   47. La Corte giudica appriopriato calcolare il tasso degli interessi di   mora sul tasso marginale di interesse della Banca centrale europea   maggiorato di tre punti percentuali.     Copyright © 2008 UFTDU   SENTENZA PASCHALIDIS, KOUTMERIDIS E ZAHARAKIS c. GRECIA   PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMITÁ,   1. Ritiene che vi è stata violazione dell’articolo 3 del Protocollo n. 1;   2. Ritiene che la constatazione di una violazione costituisca un’equa   soddisfazione sufficiente per il danno morale sofferto dai ricorrenti ;   3. Ritiene   a) che lo Stato difensore debbe versare ai ricorrenti, entro tre mesi   partire dal giorno in cui la sentenza diventerà definitiva conformemente   all'articolo 44 § 2 della Convenzione:   i. al   primo   ricorrente   613 EUR   (centodiciannovemilaseicentotredici euro) per danno materiale e   000 EUR (cinquemila euro) per spese e costi, oltre ogni importo   che possa essere dovuto dal ricorrente a titolo di imposta su   quest’ultima somma ;   ii. al   secondo   ricorrente   298 EUR   (settantottomiladuecentonovantotto euro) per danno materiale e   000 EUR (cinquemila euro) per spese e costi, oltre ogni importo   che possa essere dovuto dal ricorrente a titolo di imposta su   quest’ultima somma ;   iii. al terzo ricorrente 142 532 EUR (centoquarantaduemilacinque   centotrentadue euro) per danno materiale e 2 000 EUR (duemila   euro) per spese e costi, oltre ogni importo che possa essere dovuto   dal ricorrente a titolo di imposta su quest’ultima somma ;   b) che a partire dallo spirare del detto termine e sino al versamento, tale   importo sarà maggiorato di un interesse semplice ad un tasso pari a   quello marginale della Banca centrale europea applicabile durante tale   periodo, aumentato di tre punti percentuali;   4. Rigetta per il resto la domanda di equa soddisfazione.   Redatta in francese, in seguito comunicata per iscritto il 10 aprile 2008,   in applicazione dell’articolo 77 §§ 2 e 3 del regolamento.   Søren Nielsen   Cancelliere   Nina Vajić   Presidente     Copyright © 2008 UFTDU

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